Cos’è Il Nuovo Coronavirus

Coronavirus un evento col quale bisognerà convivere.Utile sarà conoscere quali le precauzioni da prendere per evitare l'infezione.A partire dal luogo di lavoro.

28 Agosto 2020

COS’È IL NUOVO CORONA VIRUS

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha dato il nuovo nome alla malattia da coronavirus: Covid-19. Tale nome è l’acronimo di Co (corona); Vi (virus); D (‘disease’, malattia) e 19 (l’anno di identificazione del virus).

Il virus è da ricondurre alla famiglia dei coronavirus, ovvero a dei virus respiratori. Nell’uomo, i comuni Coronavirus sono in grado di provocare infezioni respiratorie spesso di lieve entità come il raffreddore comune. Tuttavia in qualche caso possono causare polmoniti virali non gravi (i normali Coronavirus sono responsabili di circa il 20% di tutte le polmoniti virali), ma raramente possono causare anche una Sindrome Respiratoria Acuta Grave (SARS). Il CoVID-19 (nuovo Coronavirus) dalla fine del 2019 sta causando una sindrome respiratoria acuta grave che in una piccola minoranza di casi può portare purtroppo anche alla morte. L’epidemia/pandemia è partita da Wuhan, una città della Cina. Il CoVID-19 è stato denominato “nuovo Coronavirus” perché è un nuovo ceppo di Coronavirus che non è mai stato precedentemente identificato nell’uomo. Il virus è associato a un focolaio di casi di polmonite registrati a partire dal 31 dicembre 2019 nella città di Wuhan (Cina centrale). Nonostante siano in corso in tutto il mondo numerosi studi in alcuni casi anche con avviata sperimentazione, ad oggi purtroppo non è disponibile alcun un vaccino.

I SINTOMI DELL’INFEZIONE DA COVID-19

I sintomi più comuni nell’uomo sono rappresentati da: malessere, astenia, raffreddore, cefalea, febbre, faringite e tosse. Nei casi più gravi l’infezione può causare polmonite con difficoltà respiratoria acuta grave, insufficienza renale e raramente la morte. Il problema è che siamo ancora nel periodo in cui è presente anche la sindrome influenzale comune che, come sappiamo, è causata dal virus dell’influenza vera e propria ma anche da tanti altri virus che causano dei quadri sintomatologici del tutto sovrapponibili, almeno nei giorni iniziali a quelli in cui compare la sintomatologia dell’infezione da Coronavirus. La diagnosi differenziale è difficile ed è permessa con certezza solo dall’esame microbiologico di un campione prelevato con il tampone faringeo.

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PERSONE MAGGIORMENTE A RISCHIO

I virus possono entrare e moltiplicarsi in tutte le persone che vengono a contatto con essi causando però effetti diversi. Per quanto riguarda il Coronavirus, i dati finora disponibili ci permettono di dire che questa infezione può causare:

  • Un’infezione asintomatica o quasi: è difficile dire quante persone possano essere colpite perché, come per tutte le infezioni virali, molti soggetti sono asintomatici o presentano i disturbi analoghi a quelli di un comune raffreddore o di una lieve e transitoria faringite; queste persone di solito non sono anziane e hanno un sistema immunitario molto robusto;
  • un’infezione lieve: interessa circa l’81% delle persone infettate (con tampone positivo); queste persone sono quelle che hanno un sistema immunitario sufficientemente forte da confinare la patologia che quindi si esprimerà solo con i sintomi di una semplice sindrome influenzale;
  • un’infezione grave: interessa il 14-15% delle persone infettate; queste persone sono quelle immunologicamente deboli che quindi sviluppano sintomi così importanti da richiedere il ricovero ospedaliero in condizioni di isolamento;
  • un’infezione molto critica o mortale: interessa circa il 3% delle persone infettate; queste persone sono quelle così deboli da non riuscire a gestire la patologia e quindi soccombono per insufficienza respiratoria, shock settico e insufficienza multi-organo in un tempo molto variabile e soggettivo.

REALE E CONCRETO RISCHIO DIPENDE DALLE CONDIZIONI DEL SISTEMA IMMUNITARIO/PRECAUZIONI.

– Potenzialmente, a rischio possono essere tutti, perché ognuno potrebbe trovarsi “momentaneamente” in una condizione di rischio “temporaneo” a causa di alcuni fattori squilibranti e indebolenti il sistema immunitario. Tra i principali si ricordano essenzialmente:

  • stress psico-fisici molto intensi e prolungati;
  • alimentazione fortemente alterata (“cibo spazzatura”);
  • alimentazione quantitativamente alterata (troppo scarsa o eccessiva);
  • alimentazione nutrizionalmente alterata (povera cioè dei nutrienti essenziali di cui il nostro organismo ha assoluto bisogno per i suoi processi vitali: ossigeno, acqua, aminoacidi essenziali, acidi grassi essenziali, vitamine, minerali);
  • eccessiva scarsità di bevande, specie se avviene per un tempo prolungato;
  • eccessiva riduzione del riposo notturno, specie se avviene per un tempo prolungato;
  • grave intossicazione esogena cronica (eccessivo consumo di droghe, alcolici, caffè, fumo, farmaci).

Se le condizioni immunosquilibranti non sono state gravi, intense e troppo prolungate e se il soggetto è abbastanza robusto e non anziano, nell’80% dei casi la patologia si manifesta in modo lieve e quindi basta restare in isolamento/quarantena.

– Il 14-15% delle persone infettate, però, a causa delle suddette condizioni può trovarsi in una situazione immunologicamente così debole da sviluppare una patologia grave che richiede il pronto ricovero ospedaliero in condizioni di isolamento. Effettivamente, l’infezione da Coronavirus viene generalmente aggravata dalla presenza di alcuni fattori tra i quali si ricordano prevalentemente:

  • patologie immunitarie croniche gravi: immunodeficienze o squilibri immunitari di vario tipo come quelli che si esprimono con infezioni ricorrenti, infezioni da HIV, ecc.;
  • patologie polmonari croniche gravi: asma bronchiale, bronchite cronica, bronchiectasie, infezioni respiratorie, insufficienze respiratorie, ecc.;
  • patologie cardiovascolari croniche gravi: coronaropatia ischemica avanzata, fibrillazione atriale, miocardiopatia dilatativa, scompenso cardiaco, ecc.;
  • patologie metaboliche croniche gravi: diabete mellito scompensato, pancreatite cronica, malassorbimento intestinale, obesità grave, magrezza eccessiva, ecc.;
  • patologie renali croniche gravi: insufficienza renale scompensata, ecc.;
  • patologie neurologiche croniche gravi, specie quelle associate a miopatia con insufficienza respiratoria, ecc.;
  • patologie oncologiche avanzate, con interessamento di organi e centri vitali, ecc.;
  • trattamenti immunosoppressivi acuti o cronici (corticosteroidi, immunosoppressori non steroidei,
  • chemioterapia oncologica, interventi chirurgici importanti in anestesia generale, ecc.).

 

– Circa il 3% delle persone infettate, a causa delle loro precarie condizioni immunitarie, può entrare in uno stato molto critico e una parte di queste persone può addirittura andare incontro alla morte per cedimento multi-organo nonostante gli ausili terapeutici oggi disponibili in Terapia Intensiva.

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    TRASMISSIONE DELL’INFEZIONE. NOTIZIE UTILI.

    I Coronavirus umani si trasmettono da una persona infetta a un’altra principalmente attraverso il contatto diretto con la saliva, i colpi di tosse e gli starnuti (bisogna trovarsi entro un raggio di 1,5-2 metri), ma forse anche attraverso un contatto diretto con le mucose oro-nasali o la mano di un malato (il malato ha verosimilmente le mani contaminate, perché è facile che si tocchi il naso o se le metta davanti la bocca quando tossisce e sternutisce). Ovviamente, in quest’ultimo caso chi è stato toccato dalla una mano di un malato è a rischio di ammalarsi solo se si mette la mano in bocca o se si tocca le mucose di naso e occhi prima di essersi lavato accuratamente le mani. Un malato può diffondere i virus durante i sintomi della malattia ma, come per tutte le virosi, lo può fare anche nei giorni che precedono la manifestazione clinica dei sintomi (verosimilmente anche nei 15-20 giorni precedenti) e quindi prima che si scopra che è stato realmente infettato.

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