Mosche e Perdite fino a 139 kg di latte/anno

La presenza delle mosche nelle stalle può incidere sulle performance dell'allevamento. Ecosan Italia propone un piano efficace elaborato dal suo team di esperti

4 Settembre 2020

LE MOSCHE E LE VACCHE DA LATTE.

Abitazioni e luoghi pubblici, ma soprattutto gli allevamenti di bestiame, sono afflitti dalla presenza delle mosche, insetto infestante che trova proprio nelle deiezioni degli animali il substrato ideale per la sua riproduzione, solitamente molto alta. Le mosche possono condizionare in negativo la capacità di resa delle vacche da latte.

PERDITE SULLA PRODUZIONE DI LATTE FINO A 139 KG DI LATTE/ANNO

È pur vero che senza nuocere all’ecosistema o alla salute dell’essere umano, la mosca svolge un ruolo fondamentale nei processi di decomposizione del materiale organico ma, proprio per il fatto che si posa sulle deiezioni, può rivelarsi vettore di salmonelle, enterobatteri o protozoi.

Le condizioni climatiche determinano la stagione delle mosche: questi insetti infatti possono anche essere un problema di tutto l’anno, nel caso di stabulazione in locali chiusi dove le temperature si mantengono al di sopra della soglia dei 12 °C.

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La presenza di questi parassiti all’interno delle stalle si rivela forte fonte di stress per gli animali allevati, con diverse conseguenze. Nel caso delle bovine da latte, ad esempio, il fastidio provocato dalle mosche pregiudica le performance causando un calo della produzione di latte (fino a 139 kg di latte/vacca/anno) e anche degli inferiori tassi di crescita (persi fino a 6 kg di peso corporeo nel pre-svezzamento) nonché una ridotta efficienza alimentare e un aumento delle malattie. Le perdite dovute a infestazione da mosche nelle vacche da latte sono di circa 360 milioni di Euro all’anno. Va tenuto presente poi che esistono delle mosche con apparato boccale pungente-succhiante. Gli insetti di questa specie, ovvero la Stomoxis calcitrans o mosca cavallina, che hanno bisogno di sangue a fini riproduttivi e pertanto sono solite pungere gli arti degli animali che infatti reagiscono scalciando se punti.

Le mosche fungono spesso anche da ospiti intermedi per altri parassiti, questo significa che possono essere trasmesse anche molte malattie virali, batteriche o di origine parassitaria. Questi insetti sono capaci di ospitare più di 100 differenti patogeni fra virus, batteri, protozoi e parassiti:65 di questi sono in grado di colpire l’uomo. I patogeni sono veicolati meccanicamente delle mosche e anche attraverso le feci o i rigurgiti lasciati dalle mosche su edifici, attrezzature e mangimi.

Le mosche che si nutrono di latte sui capezzoli, ad esempio, sono in grado di diffondere la mastite (e altre malattie) trasmettendo lo Staphylococcus aureus, importante agente di mastite contagiosa nelle bovine da latte. 

Questi insetti giocano un ruolo anche nella diffusione dei geni dell’antibiotico-resistenza: questi insetti sono in grado di percorrere fino a 32 km di distanza, diffondendo così batteri resistenti agli antibiotici sia in allevamenti che in ambienti ospedalieri.

Ne consegue quindi che una popolazione eccessiva di mosche in allevamento rappresenta un fattore di disagio per i lavoratori, ma anche una minaccia alla salute pubblica dei residenti limitrofi.

Di fronte a questo scenario, appare chiaro quanto sia importante mettere in atto adeguati sistemi di controllo e di contenimento all’interno delle stalle al fine di evitare gli ingenti danni che potrebbero derivare da una infestazione massiva di mosche. Controllare questi insetti può limitare la diffusione di malattie in allevamento, ridurre il conseguente utilizzo di antibiotici e migliorare la salubrità ambientale.

Il monitoraggio è importante per capire quando la popolazione della mosca diventa un problema e la prevenzione è sempre il primo passo.

L’obiettivo non è quello di sterminare questi insetti, quanto più quello di mantenere le loro popolazioni a livelli tollerabili tramite un programma di controllo integrato: barriere fisiche (schermi) che impediscono alle mosche adulte di ovodeporre, impiego di larvicidi e adulticidi.

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COME EVITARE LA LORO PROLIFERAZIONE

Un sistema di lotta integrata mira a limitare le condizioni favorevoli allo sviluppo dell’insetto in tutte le fasi del suo ciclo di vita, impiegando simultaneamente sistemi di controllo tradizionali (insetticidi) e sistemi di lotta alternativi (come prodotti ecologici, trappole, barriere fisiche), senza naturalmente tralasciare il mantenimento di adeguate misure d’igiene in tutti i locali dell’allevamento. Un approccio integrato permette inoltre di limitare l’insorgere di fenomeni di resistenza ai principi attivi che, nel caso della mosca, sono facilitati dalla sua elevata prolificità.

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